L'EREDITA' DI ISAAC ASIMOV

CONFERENZA - giovedì 23 settembre 2021, ore 16.30. Nell’ambito della “Notte Europea dei Ricercatori 2021”, partendo dall'opera di Isaac Asimov proponiamo una riflessione sulla scienza, la fantascienza e il futuro dell'umanità. Relatore Alberto Cappi, INAF OAS.

Se non fosse intervenuta la pandemia, forse il 2020 sarebbe stato ricordato anche come il centenario della nascita di Isaac Asimov, scrittore e divulgatore scientifico ormai noto solo ai lettori di età non più giovanissima.

Ma in un certo senso proprio la pandemia ha dato ai più l’occasione di ri-scoprirlo grazie al racconto Chissà come si divertivano, di cui esistono ormai letture ovunque in Internet, nel quale una coppia di ragazzini del futuro abituati a ricevere la propria istruzione scolastica da robot domestici, scopre per caso che i bambini del passato frequentavano tutti insieme un luogo chiamato “scuola” popolato da compagni e insegnanti in carne e ossa, libri e quaderni di carta. Una profezia sulla DAD, insomma, che non poteva passare inosservata.

Asimov tuttavia non è nuovo a questo genere di anticipazioni e intuizioni. Autore prevalentemente di racconti e romanzi di fantascienza, si espresse anche nel giallo e nella divulgazione scientifica, facendo spesso affidamento a una naturale vena umoristica che, forse, si potrebbe ricollegare alle sue origini ebraiche. Originario di Petroviči, un piccolo villaggio russo nella regione di Smolensk, emigrò negli Stati Uniti con la famiglia a soli tre anni, poco dopo la costituzione dell’Unione Sovietica. I genitori, di estrazione ortodossa, non gli impartirono un’educazione religiosa e favorirono i suoi studi consentendogli così di laurearsi in chimica. Ma, stando allo stesso Asimov, furono i giornalini che essi vendevano nel loro negozio di dolci e riviste ad accendere la sua fantasia di scrittore e il suo amore verso la fantascienza.

Alberto Cappi, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna INAF OAS, ci guiderà dunque attraverso l’opera di questo curioso testimone del suo tempo che seppe guardare lontano e presagire anche qualcosa del nostro presente.

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Per il quarto anno consecutivo il Museo ebraico di bologna partecipa alla Notte europea dei Ricercatori.

Museo a vocazione prevalentemente storico-didattica, il MEB ha iniziato i suoi rapporti con il mondo scientifico grazie a una mostra dedicata a Guido Horn d’Arturo, il geniale astronomo triestino che diede a Bologna l’Osservatorio di Loiano, e al mondo intero la tecnologia dello specchio a tasselli per la rilevazione celeste. La mostra, che ha creato l’occasione per diverse conferenze, è oggi visitabile in permanenza presso l’Osservatorio di Loiano ed è stata riallestita con ulteriori arricchimenti a Catania e a Trieste mentre, prossimamente, sarà possibile visitarla anche a Livorno.

A Guido Horn ha fatto seguito un pomeriggio dedicato a Primo Levi chimico e scrittore di fantascienza, tra riferimenti al mondo scientifico e all’immaginario letterario di un artista che è giusto ricordare oltre e al di fuori dell’esperienza di Auschwitz.

Quest’anno, prendendo spunto dal recente centenario della nascita, 2 gennaio 2020, fermeremo la nostra attenzione su Isaac Asimov, chimico, divulgatore scientifico e soprattutto scrittore visionario di racconti e romanzi di fantascienza, per interrogarci sul nostro presente alla luce delle remote fantasie di un migrante russo negli USA della Guerra Fredda.

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pubblicato il 2021/09/08 17:30:00 GMT+2 ultima modifica 2021-09-14T16:18:51+02:00

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