Festa di Purim

Il 14 e 15 del mese ebraico di Adar (quest’anno la sera di giovedì 25, venerdì 26 e sabato 27 febbraio) si festeggia Purim, festività legata al racconto della Regina Ester e alla Meghillat Estèr, libro che fa parte del canone biblico e che in questa occasione si legge pubblicamente.

Il nome proviene dalla parola "pur", che significa sorte: la storia che viene letta e raccontata è proprio quella del ribaltamento di un destino che sembrava inesorabile, delle sorti che si rovesciano e del ritorno alla vita.
La storia che viene narrata, in breve, è la seguente: Assuero, re di Persia, era un sovrano molto potente e Hamàn era il suo perfido consigliere, personaggio assetato di potere che voleva prevaricare su tutti. Dopo aver ripudiato moglie Vashtì, poiché si era rifiutata di partecipare ad un banchetto fatto preparare dal re e al quale erano stati invitati le persone più importanti del regno, Assuero iniziò la ricerca di una nuova consorte. Vennero quindi convocate le più belle ragazze del paese e fra queste fu scelta Estèr, una giovane ragazza ebrea orfana cresciuta dal cugino e tutore Mordechai, la quale non rivelò la sua appartenenza religiosa.
Estèr divenne la nuova regina e nella storia avrà un importante ruolo: difatti Hamàn, indispettito del rifiuto di Mordechai di prostrarsi davanti a lui e riconoscerne la superiorità, chiese ed ottenne dal re che tutti gli ebrei del regno fossero uccisi, in un giorno che sarebbe stato tirato a sorte (pur). Il destino sembrava segnato e il re Assuero chiuso nel suo opulento palazzo era inavvicinabile. Restava solo un'unica speranza: la regina Estèr. Mordechai le spiegò che agire era necessario, bisognava parlare con il re. Pur consapevole che presentarsi davanti al re senza essere stata chiamata equivalesse ad una condanna a morte, Estèr lo fece. Era l'unica a poter decidere: donna, orfana e segretamente ebrea. Dopo tre giorni di digiuno e solitudine la regina si liberò della paura e agì: andò dal re, svelò la sua identità ebraica e raccontò i piani di Hamàn. Assuero prese coscienza della situazione cancellando gli ordini di Hamàn e ribaltando il destino degli ebrei.
Il libro di Estèr, nella Bibbia ebraica, è l’ultimo delle Cinque Meghilloth, perché i rotoli sono collocati nell’ordine con il quale vengono letti in sinagoga nel corso dell’anno. Benché sia uno dei cinque, esso è universalmente noto come la Meghillah, non perché sia il più importante, ma per la sua immensa popolarità, la solennità che si dà alla sua pubblica lettura e il fatto che è l’unico che è ancora generalmente letto da un rotolo di pergamena.
Ester è il più conosciuto dei libri biblici. Molte circostanze hanno contribuito a ciò: la vicenda drammatica semplice e intensa ad un tempo di Ester - che vuol dire “io mi nasconderò - che aveva celato la sua identità persino al suo stesso marito, mantenendo però vivo dentro di sé il senso di appartenenza al popolo ebraico; la vivacità dei personaggi; la gioiosità della festa di Purìm, in cui viene letto; la perenne verità della sua morale. Hamàn è divenuto il prototipo dei persecutori d’Israele e la sua caduta è sempre stata in ogni tempo una speranza e un rifugio per il popolo ebraico oppresso. Il libro esemplifica, in modo conciso, ma efficace, l’eterno miracolo della sopravvivenza ebraica.

Quest'anno vogliamo condividere con voi la lettura-canto di Nahmiel Ahronee di alcuni passi del Libro di Ester.

Nahmiel Ahronee, madrelingua ebraico, ha frequentato e frequenta lezioni di studi talmudici sia in scuole rabbiniche aperte al pubblico, sia presso diverse sinagoghe; è traduttore di testi teologici e di commenti; il suo campo principale di studi è quello del significato profondo delle lettere e delle loro radici. Già docente presso la Libera Università di Studi Orientali di Ancona, ha insegnato anche presso le Comunità ebraiche di Modena, Bologna e Ancona; è attualmente ministro di culto nella Comunità ebraica di Ancona.

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Testo del brano:

"... Allora Ester fece rispondere a Mardocheo: "Va', raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa e digiunate per me; non mangiate né bevete per tre giorni, né di notte né di giorno; anch'io e le mie serve digiuneremo. così io andrò dal re, sebbene ciò sia contro la legge, e se dovrò morire, morirò."

Mardocheo se ne andò e fece tutto quello che gli aveva ordinato Ester.

Ester si presenta al re Assuero.

Il terzo giorno Ester indossò la veste regale e si tenne nel cortile interno del palazzo reale, di fronte al quartiere del re, mentre il re era assiso sul suo trono nell'appartamento regale, di fronte all'ingresso del palazzo.

Appena il re vide la regina Ester in piedi nel cortile, ella trovò grazia ai suoi occhi. Il re stese verso Ester lo scettro d'oro che teneva in mano. Ester allora si avvicinò e ne toccò la punta.

Il re le disse:"Che cosa c'è, regina Ester? Quale richiesta hai da farmi? Fosse pure la metà del mio regno, l'avrai!"...."

Qualche articolo su Purim dall'archivio di Kolòt

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pubblicato il 2021/02/24 16:30:40 GMT+2 ultima modifica 2021-02-24T16:30:40+02:00

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