Piero Caleffi

(Suzzara, 9/6/1901 – 22 /8/1978)

Piero_Caleffi.jpgSegretario della Federazione del Psi di Mantova negli anni 1924‐1925, aderisce a Giustizia e Libertà nel 1929 ed è più volte arrestato e incarcerato come antifascista; nel 1943 entra nel Partito d’Azione e partecipa alla Resistenza. Arrestato a Genova nell'agosto 1944, è deportato a Bolzano e a Mauthausen. Nel febbraio 1946 lascia il Partito d’Azione e nel 1947 entra nel Partito socialista liberale italiano. Nel 1953 rientra nel Psi. E’ senatore dal 1958 al 1972 e vicepresidente del Senato; sottosegretario alla Pubblica istruzione dal 1964 al 1968. Presidente dell'Aned, racconta la sua esperienza nei lager nazisti in Si fa presto a dire fame, Milano, Mursia, 1955.

 

"La sensibilità si diluiva, la solidarietà coi compagni si allentava sempre più, fino a quando ci accorgevamo che a un dato momento potevamo non essere più noi, non essere più uomini, che era spenta la scintilla che è in noi e che ci fa partecipi della natura divina dell’uomo. Quando ci accorgevamo di questo, raccoglievamo tutte le nostre residue forze morali contro quello che tentava di sommergerci, contro il marciume che tentava di affogarci, di seppellirci. Era questa la Resistenza".

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Foto:

1.Piero Caleffi (Wikimedia Commons)

2.Copertina della quinta edizione del 1955 di Si fa presto a dire fame (Biblioteca MEB)

3.Copertina della prima edizione del 1960 di Pensaci, uomo! (Biblioteca MEB)

4.Telegramma di Caleffi a Berti (Archivio Istituto storico Parri)

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pubblicato il 2021/01/29 12:13:41 GMT+1 ultima modifica 2021-01-29T12:13:41+01:00

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