Enzo Enriques Agnoletti

(Bologna, 17/5/1909 – Firenze, 7/9/1986)

Enzo Enriques Agnoletti, ebreo da parte di padre, dopo le leggi razziali del 1938 aggiunge il cognome della madre, cattolica, per sfuggire alla persecuzione. Nel 1936 si laurea in Giurisprudenza con Piero Calamandrei di cui diviene assistente. Antifascista militante, nel 1942 è arrestato e condannato al confino in Abruzzo. Liberato dopo il 25 luglio 1943 si distingue, nelle file del Partito d'Azione e dei gruppi partigiani di "Giustizia e Libertà", come una delle maggiori personalità della Resistenza toscana.

Dopo lo scioglimento del Partito d’Azione aderisce al Partito socialista. Nell’aprile del 1945 fonda con Calamandrei il mensile di politica e di cultura “Il Ponte” del quale, dopo la scomparsa di Calamandrei, assume la direzione. Partecipa, in Italia e all’estero, a varie iniziative a favore dei popoli in lotta per la loro liberazione nazionale, denunciando, tra l’altro, l’azione statunitense in Vietnam. Eletto al Consiglio comunale di Firenze, in rappresentanza del Partito socialista, è vice-sindaco nella seconda Giunta di Giorgio La Pira (1961-64), che si adopera molto intensamente per la distensione e la cooperazione tra i popoli. Estromesso insieme ad altri dal Partito socialista, perché contrario alla linea craxiana che sente autoritaria e insensibile alla questione morale, è eletto al Senato dove aderisce al gruppo della Sinistra indipendente.

"C’è il Mussolini della dottrina del fascismo nella Enciclopedia Treccani e nei colloqui con Ludwig; il Mussolini che si atteggia a romano-cattolico; e il Mussolini della primitiva rozzezza, che esalta la violenza per la violenza, che dichiara il fascismo azione e non idea. Questo è il fascismo che può accogliere come un guscio vuoto anche il razzismo. Non vale speculare, come fanno talvolta i nostalgici, su quale fosse il vero fascismo. Storicamente il fascismo non può rinunciare al volto che volle prendere e che prese, come un vecchio dalla faccia rugosa e piena di odio non può illudersi di non essere più lui, esibendo la fotografia di quando aveva vent’anni, di quando non era così ripugnante".

Nel 1978 “Il Ponte” esce con un numero monografico dedicato al quarantesimo anniversario dell’approvazione delle leggi razziali italiane. Nel numero, tra gli altri, un intervento di Primo Levi.

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Foto:

1. Enzo Enriques Agnoletti durante un comizio dell’ANPI (Archivio ANPI)

2. e 3. Sovraccoperta e copertina del numero speciale della rivista Il Ponte dedicato al quarantesimo anniversario delle leggi razziali (Biblioteca MEB)

4. Lettera di Berti a Enriques (Archivio Istituto storico Parri)

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pubblicato il 2021/01/28 18:37:00 GMT+2 ultima modifica 2021-01-28T18:39:56+02:00

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