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I GIORNI SEVERI: Rosh ha shanà e Kippur. Riflessione dell’uomo su se stesso, riflessione su Dio

SEMINARIO - Tutti i lunedì per quattro settimane dal 5 al 26 novembre 2018, Rav Alberto Sermoneta terrà il seminario "I GIORNI SEVERI: Rosh ha shanà e Kippur. Riflessione dell’uomo su se stesso, riflessione su Dio". Iscrizioni entro il 29 ottobre.

Dettagli dell'evento

Quando

dal 05/11/2018 alle 17:30
al 26/11/2018 alle 19:00

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SeminarioSermonetaNov2018Nel calendario ebraico c’è un periodo che va sotto il nome di iammìm noraìm, che vuol dire giorni severi, terribili, che incutono timore. Il periodo va dal primo giorno al 10 del mese ebraico di Tishrì.
Il capodanno ebraico, Rosh ha shana, che cade appunto nel primo giorno di Tishrì, è conosciuto dai Maestri della Tradizione ebraica, con l’appellativo di Jom ha din, “Giorno del giudizio”.
Infatti si suppone che l’Eterno si alzi dal trono della misericordia, per sedersi su quello della giustizia e giudicare tutto il Creato, e quindi anche gli uomini, per le loro azioni fatte nell’anno appena trascorso.
Il giorno del Kippur, che cade dieci giorni più tardi e che è chiamato “giorno dell’espiazione”, è definito sempre dai Maestri di Israele con il nome di Jom ha selichot ve ha rachamim, “giorno delle scuse e della misericordia”. In quel giorno, secondo un’interpretazione mistica, il Signore, avendo assistito all’operato di teshuvà, pentimento, del popolo ebraico, si dispone ad accettare questo processo di ravvedimento e, anche se non completo, lo accoglie benevolmente, mettendo in atto la Sua grande qualità di essere misericordioso.
Ke rachem av ‘al banim richam A’ ‘al jereav – “come un padre usa bontà verso i suoi figli, così il Signore usa bontà verso coloro che lo temono”; così più volte nelle lunghe e austere preghiere dei “giorni severi” gli ebrei si rivolgono a Dio, affinché non tenga conto delle malefatte, ma solo dei buoni proponimenti.
Il suono dello shofar, il corno di montone, che si ascolta nei due giorni di Rosh ha shanà, ha tantissime valenze: ricorda ii passato, perché era lo strumento del popolo di Israele quando era nella sua terra e viveva come popolo di pastori; poi, col suo suono lugubre, risvegliare le coscienze; infine, annuncia una completa redenzione da ogni sofferenza, fisica e morale, e un nuovo anno pieno di pace, di benessere e serenità per tutti gli uomini della terra.

docente: Rav Alberto Sermoneta, rabbino capo Comunità Ebraica di Bologna

 

Rav Alberto Sermoneta ha svolto attività rabbinica fin dal 1975 presso la Comunità ebraica di Roma. Ha insegnato al Collegio Rabbinico Italiano di Roma, presso le scuole della comunità ebraica di Roma e presso la facoltà pontificia "Theresianum" di Roma. Ha tenuto corsi annuali di esegesi biblica presso il Centro Sidic di Roma e presso l'Amicizia ebraico cristiana. Svolge tuttora insegnamento presso il Museo ebraico di Bologna ed altri centri culturali ed universitari. Ha pubblicato alcuni scritti inerenti l'ebraismo in generale ed in particolare sull'ebraismo italiano. Dal 1997 è Rabbino capo della Comunità ebraica di Bologna. Tra le sue pubblicazioni "Un imitatore di Dante nella letteratura ebraico-italiana", fino ad arrivare ad uno dei suoi ultimi impegnativi lavori: "II sacrificio di Isacco, introduzione al Cantico dei Cantici".

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tutti i lunedì per quattro settimane | ore 17.30-19.00
calendario: lunedì 5 | lunedì 12 | lunedì 19 | lunedì 26 novembre 2018
iscrizioni: entro 29 ottobre 2018
costo: intero € 80,00
studenti, pensionati, detentori CARD Musei Metropolitani Bologna € 68,00

Modalità di pagamento
-direttamente alla biglietteria del MEB
-tramite bonifico bancario presso UNICREDIT di Bologna, intestato a Fondazione Museo Ebraico di Bologna
IBAN IT11S0200802513000001636266

compila il modulo per l'iscrizione

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