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Scuola secondaria di II grado

Non solo Auschwitz
Le tappe della Shoah

Quello che oggi è diventato il simbolo per eccellenza della Shoah, Auschwitz e la sua modernità, non è che una fase dello sterminio e non coincide, e soprattutto non lo si deve far coincidere, con lo sterminio stesso.
Il genocidio degli ebrei è infatti stato il frutto di un percorso fatto spesso di tentativi, influenzato dalla personalità degli uomini che vi hanno contribuito e dalle peculiarità dei luoghi in cui è stato perpetrato. Non si tratta quindi di un percorso lineare, né, tanto meno, prestabilito in partenza.


L'altra faccia del consenso
Il campo di concentramento nazista

Il nazismo fu una complessa opera di seduzione, un’azione combinata di consenso e repressione, un sogno nel quale al concetto di popolo si sostituì quello di Volkgemeinschaft (comunità di popolo). Fu la creazione di un Noi che non corrispose necessariamente ai tedeschi, ma a coloro che per sangue, cultura, identità politica, fisicità rientravano nei canoni imposti dal regime. In contrapposizione al Noi tutti gli Altri, individuati come diversi, sacrificabili, in una parola: nemici.
In questa visione della società il campo di concentramento è uno strumento per separare Noi dagli Altri; è una realtà plurale che cambia funzioni e tipologia in base alle esigenze del regime; è una società basata sul capovolgimento della morale comune, ma non privo di regole, prassi, consuetudini, codici, linguaggi.

Quando il razzismo diventa norma*
Storia degli ebrei italiani dall'emancipazione alla Shoah

A partire dalla seconda metà degli anni Trenta, il governo fascista italiano cominciò una campagna denigratoria, sempre più martellante, contro i suoi cittadini di religione ebraica che sfociò, nel 1938, in una vera e propria legislazione. Questo corpus - fatto di leggi, decreti e circolari amministrative che coprivano tutti gli ambiti della vita di donne, uomini e bambini ebrei - venne applicato con solerzia e impegno. Il risultato di questo lavoro burocratico fu quello di individuare gli appartenenti alla 'razza ebraica', isolarli dal resto della società, spogliarli dei loro beni e dei loro diritti e, in un secondo tempo, rese possibile portare avanti, in tempi brevi, quella caccia all'ebreo che si scatenerà, anche in Italia, a partire dal settembre 1943.
Attraverso fotografie, documenti e testimonianze ripercorriamo la storia della persecuzione antiebraica in Italia.


Italia: terra di Giusti e ingiusti**
Le scelte di vita durante la Shoah

La storia della Shoah ci dà la possibilità di ragionare e confrontarci sul concetto di responsabilità individuale. Uno dei modi per farlo è quello di analizzare, senza alcuna volontà di giudicare, ma semplicemente con l’intento di conoscere, le storie di alcuni uomini e alcune donne, diversi per educazione, età o estrazione sociale, che negli anni Quaranta vissero sotto la dittatura nazi-fascista. Non tutti reagirono allo stesso modo: la maggioranza scelse di non scegliere e rimase indifferente a ciò che stava accadendo a una parte dei loro concittadini; alcuni si schierarono dalla parte dei carnefici; altri, davanti alla barbarie della dittatura, ebbero il coraggio di scegliere di compiere “il bene possibile”. Queste persone sono state riconosciute Giuste tra le Nazioni e sono per noi un esempio, fonte di speranza e di conforto.


Di razza ebraica
Proposta di lettura, contestualizzazione e approfondimento storico sulle leggi razziali

Un percorso di studio in più tappe da realizzarsi in classe, a casa e al museo.
A ottant'anni dall'emanazione delle leggi razziali in Italia, il MEB propone agli insegnanti di intraprendere un percorso di conoscenza condiviso della storia degli ebrei italiani durante il fascismo articolandolo in diverse fasi: la lettura in classe e/o a casa di un libro – scelto da una bibliografia fornita dal museo –  seguita poi dalla contestualizzazione e l’approfondimento dei fatti storici da fare al MEB.


Beit almin, la casa dell’eternità

L’attuale cimitero ebraico di Bologna, alla Certosa, fu creato per volontà di Rav Marco Momigliano a metà del XIX secolo, qualche anno dopo la ricostituzione della comunità ebraica di Bologna.
Il cimitero racconta, attraverso le proprie lapidi, anni di storia: dall’emancipazione, alle leggi antiebraiche e alle deportazioni fino a oggi, offrendo spunti per approfondimenti e riflessioni sulla storia ebraica.


Pesach, un cammino verso la libertà

Pesach è una parola ebraica che significa “passaggio” e si riferisce originariamente al passaggio dell’angelo della morte -narrato in Shemot/Esodo- che andrà a colpire i primogeniti degli egiziani, ma risparmierà quelli degli ebrei riconoscendo le loro case da un segno fatto sullo stipite con sangue di agnello. A questo significato principale, tuttavia, si associa anche quello di “passaggio” stagionale dall’inverno alla primavera, prezioso per un popolo dedito alla pastorizia e all’agricoltura come quello ebraico delle origini, e quello di “passaggio” attraverso il Mar Rosso, dalla schiavitù in Egitto alla libertà.
Con la modalità della visita guidata all’interno del Museo Ebraico di Bologna, i ragazzi conosceranno le tappe fondamentali della storia ebraica e i capisaldi della tradizione e della cultura degli ebrei, dalle origini fino ai giorni nostri, avendo come filo conduttore la festa di Pesach.


Hannukkah, la festa delle luci

Durante il periodo ellenistico, il Tempio di Gerusalemme fu profanato da Antioco IV Epifane, che vi fece costruire un altare a Zeus Olimpio. Quando Gerusalemme fu riconquistata dagli ebrei, essi si misero subito in cerca dell’olio per accendere il grande candelabro a sette bracci del Tempio e riconsacrarlo, ma, in tutta la città, se ne trovò solo una piccola quantità, sufficiente a tenere acceso il candelabro per un giorno solo. Prodigiosamente, tuttavia, l’olio bastò a tenere il candelabro acceso per otto giorni. Ancora oggi si ricorda l’avvenimento accendendo giorno dopo giorno, per otto giorni, una lampada composta da otto bracci più uno, il “servitore”, che viene acceso per primo e serve per alimentare tutti gli altri.


4000 anni di storia in un racconto itinerante
Visita guidata al museo e al ghetto ebraico di Bologna

La mostra permanente del MEB permette di fare un viaggio nella storia e nella cultura ebraica lungo 4000 anni. Dalla storia narrata nella Bibbia fino a quella dei giorni nostri, passando per le diaspore antiche, la distruzione del Tempio di Salomone, la diaspora europea, i ghetti, l’emancipazione, la Shoah e la nascita dello Stato di Israele, osservando al contempo gli oggetti della ritualità ebraica.
Per completare la visita è possibile uscire dal museo e compiere un piccolo percorso per le strade dell’ex ghetto sorto nella seconda metà del 1500 per separare gli ebrei dal resto della popolazione bolognese.


* A richiesta è possibile trasformare la lezione in una uscita didattica che comprenda un incontro al MEB e una visita all’ex campo di concentramento e transito di Fossoli di Carpi. Per informazioni, costi e prenotazioni scrivere a didattica@museoebraicobo.it
**A richiesta è possibile trasformare la lezione in una uscita didattica che comprenda un incontro al MEB e una visita alla Fondazione Villa Emma di Nonantola. Per informazioni, costi e prenotazioni scrivere a didattica@museoebraicobo.it


Tutti i percorsi:
• durano circa 90 minuti
• sono rivolti a un gruppo massimo di 25 persone
• si svolgono all'interno del MEB (tranne dove diversamente indicato)
• hanno un costo di € 4,00 a partecipante (minimo € 60,00)
Studenti e insegnanti che hanno preso parte ad uno dei programmi didattici possono
usufruire di uno sconto del 15% su libri, oggettistica e CD in vendita presso il Museo.

Per info e prenotazioni:
Francesca Panozzo
didattica@museoebraicobo.it
3495480585


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